L’avvento dell’Intelligenza Artificiale (I.A.) sta ridefinendo numerosi
aspetti del mondo del lavoro e la sua integrazione nel contesto
della salute e sicurezza è un tema sempre più rilevante.
Questo scenario sollecita una riflessione approfondita sulle
opportunità e le sfide che tale tecnologia comporta non solo per i
lavoratori e il sistema normativo, ma soprattutto per i rischi che
essa può generare, rischi che non devono essere sottovalutati.

In Italia, la tutela della salute e sicurezza del lavoro in relazione all’impiego di sistemi di I.A. trova ampi
riferimenti nella normativa nazionale di prevenzione.
Un primo riferimento normativo è l’art. 2087 del Codice civile, che impone al datore di lavoro l’obbligo
di adottare tutte le misure necessarie a tutela dell’integrità fisica e la salute dei lavoratori. Tale obbligo
si estende anche all’adozione e monitoraggio dei sistemi di I.A., che devono essere valutati e gestiti al
fine di migliorare le condizioni di lavoro e prevenire potenziali rischi.

In un’ottica di prevenzione, l’I.A. potrebbe rappresentare uno strumento utile per sostituire i lavoratori in
compiti particolarmente rischiosi, gravosi o usuranti o anche per prevenire situazioni che potrebbero rivelarsi pericolose. Ad esempio, nel settore della sensoristica applicata alla sicurezza delle infrastrutture, l’I.A. potrebbe rilevare il rischio di frane o esplosioni, o in ambienti confinati, fornire segnali di allerta in tempo reale al manifestarsi di pericoli.

Un ulteriore pilastro normativo è il D.Lgs. n. 81/2008, che non esime i datori di lavoro dall’obbligo di
valutazione dei rischi e dalla redazione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), anche in presenza
dell’adozione si sistemi di I.A. Anzi, quest’ultima può essere vista non solo come uno strumento di
prevenzione (ad esempio, applicata agli indumenti di lavoro per misurare l’impegno fisico dei lavoratori e
migliorare l’ergonomia), ma anche come una potenziale fonte di nuovi rischi da considerare
accuratamente.

Un ulteriore ambito di intervento riguarda l’informazione e formazione per la sicurezza.
L’uso di tecnologie immersive, come la realtà virtuale e aumentata, supportate da sistemi di I.A., consente di simulare situazioni di lavoro pericolose in un ambiente sicuro, permettendo ai lavoratori di apprendere le migliori pratiche senza correre alcun rischio, come nel caso di lavori in quota.
I vantaggi sono molteplici: riduzione dei costi logistici (non sono necessari spazi fisici particolari o attrezzature costose); monitoraggio dei comportamenti dei lavoratori per identificare eventuali aree di miglioramento con possibilità di configurare i corsi in diverse lingue, rendendo la formazione più accessibile anche a lavoratori stranieri. Inoltre, il coinvolgimento sensoriale e grafico riduce la necessità di linguaggio parlato, migliorando l’esperienza formativa, in particolare per le giovani generazioni e per le categorie di lavoratori svantaggiati.

Nonostante le promettenti opportunità, l’introduzione dell’I.A. nel contesto lavorativo non è priva di rischi e sfide che richiedono un approccio consapevole.
L’interazione tra uomo e macchina può dar luogo a nuove forme di rischio – che devono essere prese in considerazione nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) – in particolare per quanto riguarda
la salute mentale e il benessere psico-fisico dei lavoratori.
Tra i rischi più rilevanti ci sono: l’aumento della pressione lavorativa per adeguamento al ritmo “co-bot” (i co-bot sono robot progettati per lavorare insieme agli esseri umani in ambienti condivisi), con
conseguente perdita di autonomia e controllo sul lavoro; la riduzione dei contatti sociali con i colleghi, con effetti negativi sulle relazioni interpersonali; l’aumento dello stress causato dalla supervisione
continua attraverso le tecnologie di monitoraggio. Inoltre, non vanno sottovalutati i rischi fisici derivanti da eventuali malfunzionamenti delle “macchine intelligenti”.

Diventa quindi imprescindibile garantire che i lavoratori ricevano adeguata informazione e formazione
sull’utilizzo dei sistemi di I.A. e sui potenziali rischi connessi.
L’integrazione dell’Intelligenza Artificiale nel panorama lavorativo rappresenta un’evoluzione inevitabile,
che offre significative potenzialità per migliorare la salute e la sicurezza dei lavoratori. Tuttavia, è
essenziale affrontarla con una visione che consideri non solo i benefici in termini di efficienza e
prevenzione, ma anche i potenziali rischi e le implicazioni per il benessere dei lavoratori. Un approccio
responsabile richiede un dialogo costante tra datori di lavoro, lavoratori e loro rappresentanze,
supportato da un quadro normativo chiaro e aggiornato.
È necessario utilizzare l’I.A. non come soluzione che risolve ogni problema, ma come una spinta
dinamica, che stimola nuove riflessioni e relazioni tra impresa e lavoratori, per trovare le soluzioni che
possano effettivamente supportare l’essere umano.
Solo in questo modo sarà possibile sfruttare appieno le opportunità offerte dall’I.A. garantendo al
contempo un ambiente di lavoro sicuro, equo e dignitoso per tutti.